Il fascino pericoloso della vita di strada

Il fascino pericoloso della vita di strada

Rukshana ha 11 anni, ma ha già vissuto ciò che un adulto vive in 30 anni di vita. Si era trasferita con i suoi genitori e quattro fratelli a Jagatdal, un villaggio vicino Calcutta. La condizione della famiglia era particolarmente instabile: l’impiego non regolare del padre, un lavoratore a chiamata, faceva si che non vi fosse un’entrata fissa per sostenere le spese quotidiane. In questa situazione anche la madre della bambina aveva cominciato a lavorare come domestica per andare incontro alle necessità della famiglia mentre Rukshana aveva dovuto farsi carico delle faccende domestiche, compreso il cucinare per l’intera famiglia. La ragazza era stanca e non aveva un momento per potersi svagare o potersi concentrare sul suo futuro, tanto che non era stata in grado di prepararsi adeguatamente per i test di ammissione a scuola.

Un giorno, seguendo alcuni consigli sbagliati, si recò a Calcutta alla stazione di Sealdah e rimase affascinata dallo strano mondo che vide. Rukshana decise di non tornare a casa e di vivere la sua libertà.  La sua famiglia non presentò nessuna denuncia di scomparsa e Rukshana rimase a Calcutta per circa due anni, vivendo alla stazione. Dopo un lungo periodo, suo padre, recatosi in città per questioni di lavoro, incontrò per caso la figlia.

La vita di Rukshana era cambiata in quegli anni adattandosi alla vita degli abitanti delle banchine: sniffava regolarmente colla divenendone dipendente e aveva stretto amicizia con un gruppo legato al mercato del sesso che l’aveva coinvolta in questo traffico. Il fortunato incontro la fece riflettere sulla sua vita e decise di tornare a casa, ma fu molto difficile per lei riabituarsi all’ambiente familiare e ristretto del villaggio, infatti, non molto tempo dopo scappò nuovamente per tornare alla stazione di Sealdah.

È in questa situazione precaria che Rukshana è stata trovata dagli operatori di CINI e portata alla casa rifugio per bambine. In seguito a diverse sedute di terapia la bambina ha portato alla luce il suo passato rivelando la sua dipendenza dalla colla e la sua attività da prostituta che sfruttava per potersi pagare la dose. Nel centro Rukshana ha potuto sperimentare una vita disciplinata e arricchita da programmi di formazione per sviluppare le capacità personali, incrementare le sue capacità cognitive e il rispetto per se stessa. Il cambiamento nel suo comportamento era palpabile, una bambina più serena, educata, che riusciva a distinguere con chiarezza che cos’è “bene” e che cos’è “male” per sè.

Rukshana è stata ospite del centro per 3 mesi.  Al momento ha ricominciato ad interessarsi allo studio e a chiedere della sua famiglia. Visto che i miglioramenti sono soddisfacenti, lo psicologo ha dato il suo nulla osta al reinserimento familiare.