Mamtaj: “non ripeterò lo stesso errore con mia figlia”

Mamtaj: “non ripeterò lo stesso errore con mia figlia”

Mamtaj aveva 16 anni, frequentava l’ottava classe e desiderava continuare gli studi quando è stata costretta a sposarsi e ad abbandonare la scuola.

A causa della sua giovane età ed inesperienza i suoceri si burlavano spesso di lei, e non veniva coinvolta nelle decisioni di famiglia che venivano prese unicamente dal marito e dai suoceri.

Nonostante ciò Mamtaj non ha mai perso la speranza e ha continuato a lottare: dopo molte battaglie è riuscita a riprendere gli studi, ha completato la dodicesima classe e si è unita ad un gruppo femminile di Auto-aiuto. Le protagoniste di questi gruppi sono donne della comunità che come lei vivono sotto la soglia di povertà e che, attraverso la partecipazione al gruppo, vengono coinvolte in molti aspetti della vita sociale. Qui Mamtaj ha potuto trovare un luogo in cui confrontarsi liberamente con altre donne e acquisire la consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società e della famiglia.

Le sue prospettive di vita sono cambiate però radicalmente quando è stata selezionata per prendere parte ad un programma governativo gestito da CINI, in questo modo Mamtaj ha avuto la possibilità di frequentare numerosi corsi di formazione e si è esposta in diversi forum di discussione, acquisendo maggiore coraggio e fiducia in se stessa. Queste esperienze e le abilità acquisite le hanno permesso di far sentire la propria voce di fronte a suoceri e marito, iniziando gradualmente a poter prendere decisioni all’interno della sua famiglia. La partecipazione al programma governativo di CINI le ha inoltre permesso di iniziare a guadagnare e, con sua grande felicità, Mamtaj è stata in grado di comprare una fattoria dove allevare mucche e capre.  

Mamtaj oggi ha 40 anni, è madre di due figli e non solo gestisce le faccende domestiche ma aiuta anche suo marito a mantenere la famiglia, potendo godere così di un nuovo ruolo decisionale. È una grande lavoratrice e una cittadina coinvolta attivamente nel villaggio in cui vive, infatti aiuta CINI identificando le madri incinte, i bambini che hanno abbandonato la scuola e diffonde instancabilmente le conoscenze acquisite sulla prevenzione del matrimonio precoce.

”Quello che è successo a me è sbagliato. Io desideravo continuare gli studi e sposarmi in giovane età è stato l’errore più grande della mia vita. Non ripeterò lo stesso errore con mia figlia, ma la supporterò nei suoi studi affinché sia libera di scegliere il futuro che desidera”.