Emergenza Kashmir

L’8 ottobre 2005 un terremoto di magnitudo 7.4 della scala Richter, ha colpito le montagne dell’Himalaya nel Kashmir pakistano, in prossimità della città di Balakot. Il terremoto ha avuto effetti devastanti in tutta la regione, specialmente nella Valle del Kashmir. Il 90% dei danni ha interessato il Pakistan, tuttavia i disastri più ingenti si sono verificati in due distretti del Kashmir indiano, Baramulla e Kupwara.

Il terremoto ha provocato più di 70 mila morti su entrambi i lati del confine. Secondo le stime, oltre 1700 persone sono decedute nelle zone colpite dell’India e più di 175 mila sono rimaste senza tetto. I materiali di costruzione utilizzati nel Kashmir non erano, infatti, in grado di resistere a forti scosse telluriche, ragione per cui pressoché tutti gli abitanti delle zone colpite sono rimaste senza tetto. Circa 35 mila famiglie hanno perso la casa a causa del terremoto, finendo a vivere all’aperto con temperature sotto lo zero.
In questa situazione di emergenza, CINI ha messo a disposizione un team con base in Kashmir, per fornire soccorso immediato ai terremotati. Sono state organizzate spedizioni di camion carichi di materiali di soccorso diretti in Kashmir allo scopo di allestire rifugi per le oltre 500 famiglie situate nella fascia di territorio indiano lungo il confine, nella regione di Uri in Kashmir, ancora sprovviste di tali materiali. Il team di CINI ha prestato la propria opera alle vittime di entrambe le nazioni, in particolare alla popolazione del Pakistan che ha subito la devastazione maggiore. Gli aiuti umanitari sono stati destinati a 898 famiglie di 2 villaggi del distretto di Baramulla e 23 del distretto di Kupwara. Obiettivo del progetto è stato provvedere alla distribuzione di materiali di soccorso e indumenti tra le popolazioni terremotate.
Secondo le disposizioni degli enti locali e dell’esercito, i villaggi di Dani Sayeedan e Dara Gutlian, nel distretto di Baramulla, sono stati affidati ai progetti d' intervento di CINI.  Il Voluntary Health Association of India (VHAI), una ONG indiana di livello nazionale, ha lavorato negli stessi luoghi, fornendo grande aiuto dal punto di vista logistico. La squadra di CINI, insieme allo staff e ai volontari di VHAI, ha effettuato i sopralluoghi territoriali e iniziato a redigere le liste delle comunità bisognose d’aiuto. Le distribuzioni e la ripartizione degli aiuti sono state coordinate dai capi-villaggio e da gruppi di abitanti. La squadra di CINI ha supervisionato i lavori, assicurando imparzialità nelle operazioni.
Nel distretto di Kupwara CINI ha lavorato in stretta sinergia con l’esercito. Poiché i danni causati dal sisma erano ingenti, e la distribuzione degli aiuti doveva essere effettuata in maniera selettiva in una zona considerata pericolosa, CINI ha chiesto all’esercito di fornire una lista di beneficiari per gli interventi di aiuto. Sulla base di tale lista CINI ha visitato i villaggi, ha effettuato l’ordine dei materiali di soccorso e li ha distribuiti. L’approvvigionamento, fornitura e distribuzione dei soccorsi a Kupwara hanno seguito le stesse procedure di Baramulla.